Torta di mele e confettura di sambuco

Qualche anno fa ho fatto un servizio in Toscana per il mio blog e, grazie a questo, ho conosciuto una donnina meravigliosa che per riservatezza chiamerò Maria.
È stato, se si può dire in questa circostanza, "amore a prima vista"; non mi era mai capitata una cosa del genere.
È stato un profondo trasporto reciproco, l'ho subito sentita vicina come una seconda mamma ed io per lei come la figlia che non ha mai avuto.
In questi anni siamo sempre rimaste in contatto e ci siamo viste appena possibile nonostante la distanza.
Domenica mattina ero in autostrada per andare a a pranzo dai miei suoceri e mentre mio marito guidava ne ho approfittato per rispondere ad un po' di messaggi ed ai vari commenti.
Su FB ho aperto un messaggio che mi ha fatto lanciare un urlo che ha fatto trasalire mio marito; una persona mi comunicava che aveva saputo che purtroppo Maria era deceduta.
Sono scoppiata in un pianto disperato e in un attimo mi sono passati davanti tutti i momenti belli trascorsi insieme, gli abbracci sinceri e le belle parole.
Eppure ho pensato che forse avrei potuto ancor più dimostrarle quanto bene le volevo e forse avrei dovuto andare più spesso a trovarla ma, ormai, tutto era perduto e non ci sarebbero state più occasioni per rimediare.
Ho passato un pomeriggio con la morte dentro ma il sorriso sulle labbra per non rovinare la giornata ai suoceri.
Tornata a casa ho subito preso in mano il telefono ed ho provato a fare il numero di cellulare di Maria: volevo sapere e speravo che la nipote mi rispondesse.
Il telefono suona libero... uno, due, tre squilli poi finalmente risponde la nipote. Mestamente la saluto e le dico che sono Lorena, quasi col groppo in gola e mi aspetto che mi dica piangente: "Hai saputo di Maria"?
Inaspettatamente invece mi fa un saluto molto festoso e, a parer mio, assolutamente inopportuno per la triste situazione. Come però pronuncia il mio nome, sento sotto una vocina che mi fa trasalire e che dice: "Ohhh c'è Lorena" e la nipote che frettolosamente mi dice: "Ti passo Maria"...
Quel "Ti passo Maria" mi è rimbombato nelle orecchie, il cuore mi è partito a mille e in un secondo i pensieri si sono aggrovigliati come corde trasportate dal vento.
Poi, con quella sua vocina delicata e dall'accento marcatamente toscano, Maria mi saluta con la gioia e l'affetto di una mamma per la figlia.
Io, senza parole per lo stordimento, il magone che sentivo salire dallo stomaco e gli occhi che si riempivano di lacrime, sono riuscita solo a dirle: "Maria scusa, mi suonano alla porta ci sentiamo dopo".
Seduta sul letto mi sono lasciata andare in un pianto liberatorio di felicità mista ad incredulità per aver provato cosa vuol dire perdere una persona cara e scoprire invece di poterla ancora vedere ed abbracciare.
Avrei voluto saltare subito in macchina con una borsa di fortuna e raggiungerla per stare un po' con lei.
Ho lasciato passare qualche minuto, mi sono schiarita la voce e l'ho richiamata.
Non ho lasciato trasparire nulla ma io dentro scoppiavo di felicità che a fatica trattenevo. Abbiamo chiacchierato allegramente una mezz'oretta e intanto pensavo che ci si accorge sempre troppo tardi quanto ci teniamo a qualcuno e quando non c'è più ci accorgiamo che abbiamo mancato in qualcosa.
Finché c'è tempo bisognerebbe sempre dimostrare e dirsi l'amore che si prova, che sia per amici parenti o conoscenti, chiedersi perdono quando si sbaglia o si manca in qualcosa, chiarire per non lasciare sospesi che possano dar vita ad incomprensioni e futuri rimorsi.
A me è stata regalata questa grande possibilità, qualora abbia mancato in qualcosa nei confronti di Maria, di rimediare ma purtroppo ai più questa opportunità non viene concessa...

Dopo questa riflessione, addolciamoci la bocca con questa facilissima torta. 
Ottima sia per fine pasto che per merenda oppure, come nel mio caso, per la prima colazione.

torta di mele e marmellata di sambuco

torta di mele e confettura

briciole di sapori

Preparazione facile
- 300 gr di farina
- 150 gr di zucchero
- 1 bustina di lievito
- 1 bustina di vanillina
- scorza grattugiata di 1 limone
- 3 uova
- 3 mele
- 100 gr di burro
- 3 cucchiai di yogurt bianco
- 6 cucchiai colmi di composta di sambuco

Pelare e tagliare 2 mele a dadini e metterle in una ciotola con il succo di un limone spremuto.
Sciogliere a bagnomaria il burro.
Nel frattempo in una capiente ciotola mettere la farina setacciata, lo zucchero, il lievito, la vanillina, la scorza grattugiata del limone e mescolare.
Sbattere a parte le uova dopodiché versarle nella ciotola con la farina e mescolare energicamente.
Versare il burro sciolto e lo yogurt nella ciotola e mescolare rendendo l'impasto omogeneo.
Aggiungere le mele a dadini ed amalgamare bene.

torta di mele e composta di sambuco

Passare del burro all'interno di una teglia con cerniera poi infarinare quindi versarvi l'impasto.
Pelare e tagliare una mela a fette alte circa mezzo cm. e disporle a raggiera sull'impasto dopodiché spalmare bene la confettura di sambuco.

torta di mele e confettura

Mettere in forno preriscaldato a 180° statico per 35/40 minuti.
Una volta tolta dal forno la torta, lasciarla intiepidire prima di aprire la teglia altrimenti si rischia di romperla.

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3 commenti

  1. Con l'autunno ritornano le torte di mele: le adoro!

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    Risposte
    1. Le adoro anch'io... In ogni mese dell'anno.
      Un abbraccio, Lorena

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  2. Leggendo il tuo racconto mi è preso il magone...meno male che era una fake news e che Maria stava bene! Ti toccherà tornare presto in Toscana a trovarla e magari portarle una bella fetta di questa golosissima torta ^_^
    Un abbraccio Lore <3

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