lunedì 9 gennaio 2017

Lenticchie in umido

Eh si, il freddo ha i suoi lati positivi! Uno di questi è la necessità di cucinare piatti sostanziosi e ricchi di gusto, l'altro è la voglia di maggior convivialità; niente di più piacevole che essere a tavola con amici e sentire lo scoppiettio del camino acceso.
Aspetto che ci siano giornate particolarmente uggiose per cucinare le lenticchie e le accompagno sempre con il cotechino e il purè.
Si racconta che siano di buon auspicio e fortuna se mangiate a mezzanotte del 31 dicembre di ogni anno.

lenticchie di castelluccio di norcia
 


Per 4 persone (io ho utilizzato le lenticchie di Castelluccio di Norcia che non necessitano di essere messe a bagno):
- 250 gr di lenticchie di Castelluccio di Norcia
- una cipolla piccola
- una costa di sedano piccola
- una carota piccola
- un mestolo di concentrato di pomodoro
- 1 o 2 foglie di alloro
- 3 chiodi di garofano
- vino rosso
- sale e pepe
- olio e.v.o.

In una casseruola, preferibilmente in terracotta, fare soffriggere in olio extra vergine di oliva la cipolla, il sedano e la carota finemente tritate (io utilizzo una dose del mio comodissimo preparato di verdure).
Aggiungere il concentrato di pomodoro, l'alloro, i chiodi di garofano, circa un litro di acqua tiepida e le lenticchie (precedentemente sciacquate sotto l'acqua corrente).
Spruzzare con poco vino rosso quindi salare e pepare.
Fare cuocere, con coperchio leggermente scostato, a fuoco medio per circa 45 minuti facendo attenzione che le lenticchie non si asciughino. Eventualmente aggiungere ancora un poco di acqua calda.
A fine cottura le lenticchie dovranno presentarsi morbide ma non disfate.
Servire molto calde, da sole come contorno oppure con cotechino e purè e un buon pane casereccio.

LE PROPRIETA' BENEFICHE DELLE LENTICCHIE
Ricche di fibre, sali minerali e vitamine, le lenticchie sono considerate, fin dai tempi antichi, la carne dei poveri.
Sono legumi appartenenti alla famiglia delle Papilionacee e la loro storia inizia molti secoli fa. Alcuni studi condotti su reperti fossili, riferiscono che le lenticchie sono il legume più antico coltivato dall’uomo. Le prime tracce della loro esistenza risalgono addirittura al 7000 a.C, epoca in cui già risultano coltivazioni, specialmente in Asia e soprattutto nella regione che oggi corrisponde alla Siria e da questa zona si diffusero facilmente in tutto il mediterraneo.
Per quanto riguarda il consumo, le notizie riferiscono che in Turchia erano soliti farne uso già dal 5500 a.C. Dunque la sua storia inizia già in tempi molto remoti: alcune testimonianze dell’uso delle lenticchie si trovano anche nella Bibbia, ma non solo: nella tavole degli antichi romani e greci, non mancavano mai anche se venivano utilizzate principalmente dalle classi più povere, in virtù del loro potere nutritivo ed energetico.
In particolar modo, essendo un alimento facilmente reperibile e poco costoso, specialmente nel Medioevo e in periodi di forti carestie quando il cibo scarseggiava, questo piatto sostituiva facilmente un pasto completo migliorando anche le condizioni di salute e quindi la resistenza alle malattie.
Le lenticchie hanno un alto valore nutritivo e contengono circa il 25% di proteine, il 53% di carboidrati e il 2% di olii vegetali. Sono anche ricche di fosforo, ferro e vitamine del gruppo B. Inoltre hanno anche un alto contenuto proteico, una buona quantità di zuccheri e una scarsa quantità di grassi, oltre ad essere ricche di vitamine, sali minerali e fibre. Sono molto indicate nella prevenzione dell’arteriosclerosi poiché i pochi grassi in esse contenute sono di tipo insaturo.
La grande quantità di fibre le rendono molto importanti e utili per il funzionamento dell’apparato intestinale e per tenere sotto controllo il livello del colesterolo. Ma non è tutto: le lenticchie contengono anche soflavoni, sostanze che “puliscono” l’organismo.
Gli esperti consigliano di consumarle soprattutto in virtù delle loro proprietà antiossidanti che agiscono positivamente sugli inquinanti a cui tutti siamo soggetti. Le lenticchie sono anche molto ricche di tiamina, utile per migliorare i processi di memorizzazione, mentre il contenuto consistente di vitamina PP fa sì che esse abbiano anche la proprietà di fungere da potente equilibratore del sistema nervoso, con azione antidepressiva e antipsicotica. Infine, sono molto indicate per tutti coloro che necessitano di ferro, mentre sono assolutamente controindicate nei soggetti iperuricemici.

USO E CONSUMO DELLE LENTICCHIE
La prima cosa importante da sottolineare è che la consumazione delle lenticchie deve avvenire previa cottura poiché a crudo il prodotto non è digeribile a causa della presenza di fattori antidigestivi che vengono distrutti dal calore.
Sono facilmente conservabili ed hanno un costo basso per cui vengono consumate da sempre in molte nazioni, specialmente in Italia, dove è consuetudine mangiarle durante la cena dell’ultimo dell’anno come buon auspicio (specialmente dal punto di vista economico) per “garantirsi” un futuro prosperoso. Tale usanza deriva dall’antica tradizione romana di regalare una “scarsella” (una piccola borsa di pelle per conservare i denari contenente lenticchie) con l’augurio che le lenticchie possano trasformarsi in monete.
Esse oggi sono molto diffuse in tutto il mondo. In America, sia quella settentrionale sia quella meridionale, si coltivano soprattutto le lenticchie gialle e verdi a seme grande (6-9 mm). In Europa, nel bacino del Mediterraneo, in medio Oriente e in India, si coltiva la lenticchia a semi piccoli (2-6 mm) di color arancio, marrone e rossiccio.
Quando è possibile è opportuno scegliere le lenticchie secche, rispetto a quelle in scatola, perché sono più ricche di principi nutritivi e prive di conservanti.
Sicuramente quelle in scatola sono più pratiche e più veloci da cucinare, ma è anche importante ricordare che cuocere questo legume è piuttosto facile e poco impegnativo: hanno solo la necessità, prima della cottura, di essere tenute in ammollo minimo 4 ore ma si può arrivare anche a 12 ore.
Ci sono comunque anche varietà di lenticchie secche che non necessitano di ammollo. 
Un importante accortezza da non trascurare, è quella di dosare bene l’acqua quando si cucinano in modo da evitare la perdita di vitamine e preziosi sali minerali. Per questo motivo è opportuno usare una quantità d’acqua adeguata in modo di coprire abbondantemente le lenticchie.

CALORIE E VALORI NUTRIZIONALI DELLE LENTICCHIE 
Lenticchie secche - valori per 100 grammi:
• Parte edibile: 100 g
• 325 Kcal
• Proteine animali: 0 g
• Proteine vegetali: 25 g
• Carboidrati: 54 g
• Grassi: 2,5 g
• Fibre: 13,7 g
• Ferro: 5,1 mg
• Calcio: 127 mg
• Vitamina C: 3mg

Lenticchie in scatola - valori per 100 grammi:
• Parte edibile: 100 g
• 61 Kcal
• Proteine animali: 0 g
• Proteine vegetali: 5 g
• Carboidrati: 10,7 g
• Grassi: 0,4 g
• Fibre: 5,3 g
• Ferro: 1,2 mg
• Calcio: 19 mg
• Vitamina C: 2 mg

PRINCIPALI VARIETA' DI LENTICCHIE
Famose in tutto il mondo, le lenticchie più pregiate sono quelle italiane, in particolare quelle di Castelluccio di Norcia (Umbria), che hanno ottenuto il riconoscimento della IGP (Indicazione Geografica Protetta). Sono famose per la loro delicatezza e per le loro dimensioni: il diametro medio di questa varietà, è di circa due millimetri.
Esse si coltivano nella pianura che si affaccia sotto lo sperone di roccia dove sorge appunto il paesino di Castelluccio di Norcia (a 1.300 metri sul livello del mare), al quale fa da sfondo una cornice di montagne in mezzo ad una natura quasi incontaminata. I contadini di Castelluccio vengono considerati i precursori dell’agricoltura biologica: ogni anno nello stesso terreno, alternano coltivazioni di lenticchie con quelle di frumento e pascolo, senza utilizzare i fertilizzanti chimici.
Tra le varietà più conosciute ricordiamo:
- Lenticchia di Colfiorito; coltivata sempre in Umbria, nell'altipiano di Colfiorito dove il terreno è fertile grazie alla presenza di un lago che si sta trasformando lentamente in palude
- Lenticchia verde di Altamura; leggermente più grande rispetto a quella marrone, adatta alla preparazione di contorni
- Lenticchia rossa; conosciuta anche come “lenticchia egiziana”, molto diffusa in Medio Oriente, commercializzata decorticata, richiede un tempo di cottura breve
- Lenticchie di Villalba; di dimensioni piuttosto grandi
- Lenticchie di Ustica; piccole, tenere, saporite e dal colore marrone scuro.
 
(Testo tratto da internet)
 

6 commenti:

  1. Bella ricetta e bella ambientazione. E' vero, il buon cibo invoglia a condividerlo con amici.
    Vengo ancora a trovarti. Ciao.

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  2. Adoro questi piatti. sani e gustosi. E che sanno di calore domestico.
    Grazie, Lorena!
    Baci
    MG

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  3. Que lentejas mas ricas y la información que aportas es muy interesante y completa. Fotos muy bonitas.
    Un besote.

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  4. io amo la buona tavola, i legumi poi, sono un piatto sostanzioso che non appesantiscono affatto, anzi....riempiono in modo naturale, come la tua zuppa di lenticchie, un inno alla natura!

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  5. Bella storia molto conosciuta e ottima ricetta io preferisco le lenticchie grandi quelle di colore diciamo verdino ma comunque quelle grandi è che certe sono prodotti di nicchia e non arrivano in tutte le città. Mi piace abbinata con il riso, come insalata e come minestra assieme alla lattuga o altro tipo di verdura che si lascia cuocere. Buona fine settimana.

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Vi ringrazio di aver visitato Briciole di sapori e spero verrete ancora a trovarmi.