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mercoledì 24 settembre 2014

Una serata alla Taverna del Pian delle Mura - Vivo d'Orcia (Siena) per scoprire gusti nuovi e genuini

Vivo d'Orcia è una piccolo Borgo in provincia di Siena, situato in mezzo a boschi di abete bianco, castagno e faggio, ad 870 metri sul livello del mare e si trova alle pendici del Monte Amiata.
Un posto dove poter respirare aria pura, all'interno del territorio della Val d'Orcia, tanto bello da essere dichiarato patrimonio dell'UNESCO.
Sapevo che in quel Borgo c'era un ristorante unico nel suo genere e trovandomi in vacanza in Toscana, a pochi chilometri di distanza, non ho potuto fare a meno di andare ad assaggiare le specialità  proposte.
Armata di navigatore, non conoscendo la zona, mi sono messa in viaggio con largo anticipo rispetto all'ora di cena e sono arrivata a Vivo d'Orcia, alla Taverna del Pian delle Mura, troppo presto.


Questo però è andato a mio favore perchè ho potuto conosce con calma e scambiare quattro chiacchiere con i gentilissimi proprietari: Umberto Bechini, Nadia Agostini e Luisa Battistini, la Chef.


Ho avuto modo di conoscere la filosofia e le scelte di questo tipo di ristorazione, mi hanno fatto vedere uno dei loro orti situato in una bellissima zona soleggiata, ai confini di un bosco, dove coltivano parte della verdura necessaria a creare i loro piatti.


Ho scoperto che Luisa Battistini, la Chef, è una profonda conoscitrice di erbe spontanee. Ne conosce le proprietà per il corretto uso in cucina e le eventuali proprietà medicamentose.
Conoscenze che, in parte le sono state trasmesse da sua nonna e, in parte, apprese con lo studio.
Umberto mi ha raccontato del suo impegno a ricercare nel territorio le migliori produzioni che rispondano alle esigenze della loro cucina. Una cucina che pensa a tutti, infatti organizzano anche serate dedicate a celiaci, vegetariani, vegani.
Mentre parlavamo, fuori dalla Taverna, hanno portato un meraviglioso cesto di fichi appena colti e gli ultimi fiori di zucca della stagione (non sapendo che li avrei poi mangiati la sera stessa...).


Eh si, perché la particolarità di questo delizioso ristorante, accogliente, intimo e in tipico stile toscano molto ben curato nei particolare e che conta solo 35 coperti, è proporre piatti legati esclusivamente alla stagionalità, con erbe spontanee della zona, la pasta rigorosamente fatta in casa con farine biologiche macinate a pietra, le carni provenienti da allevamenti biologici locali, il pane di farina di castagne e semi di finocchio fatto in casa, ottimi vini toscani, dolci ai quali è impossibile resistere e alcuni basati su ricette antichissime della zona. Il tutto, condito con sapiente fantasia dalla Chef che ha la capacità di creare originali e raffinati abbinamenti.
Nella loro cucina non esiste il congelamento, la precottura o il confezionato.
Qui si possono trovare i "veri" Pici all'Aglione. Veri perché generalmente viene utilizzato il normale aglio ma la ricetta originale richiede invece l'utilizzo, appunto, dell'Aglione che è un particolare tipo di aglio molto grosso (da qui il suo nome). Ogni spicchio di Aglione è grosso come un'intera testa di aglio normale.
E' di difficile coltivazione e non è nemmeno facile reperirlo.


La sua caratteristica è quella di concedere al sugo un gusto delicato, digeribilissimo e molto apprezzato anche da chi non è amante dell'aglio normale.
Arrivata l'ora di cena, io e mio marito, ci siamo seduti a tavola e la simpaticissima Nadia ci ha elencato il menù della serata. Davvero difficile decidere!
Alcuni piatti da noi scelti: i fiori di zucca appena colti e cucinati al momento, ripieni con una ricotta mai assaggiata così buona e con basilico; tagliatelle, che qui chiamano maccheroni, fatte in casa con fiori di zucca, pomodorini e mandorle; i pici fatti in casa all'aglione, davvero gustosi ma delicati nello stesso tempo; maialino al forno.



I fantastici dolci... Tortino ripieno di gustose pesche con crema calda e un particolarissimo caffè in forchetta con zabaione

 

E, per concludere... un delicatissimo, aromatico e leggermente alcolico rosolio: il Giulebbe.
Questo piacevolissimo rosolio viene prodotto seguendo un'antica ricetta della nonna di Luisa Battistini, la Chef. 

I petali delle rose canine, tipiche della zona, vengono messi a macerare e sostituiti con nuovi petali, a distanza di qualche giorno, per quattro volte dopodichè viene aggiunto zucchero e alcool.
Veramente piacevole. 
 
 
Vale la pena chiedere di poter visitare anche la dispensa. Molto ben sistemata e si possono trovare prodotti davvero particolari.

 
Un posticino da tenere in considerazione.
Gusto, simpatia e accoglienza; tre ingredienti che hanno garantito la riuscita di una piacevolissima serata.
 
* * * 

 
TAVERNA del PIAN delle MURA
Via delle Casine n. 2 - VIVO d'ORCIA (Siena)
 
 
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