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lunedì 23 febbraio 2015

Zuppa con cavolo nero, fagioli zolfino e pancetta tostata. Un pezzo di Toscana nella mia cucina

Purtroppo non ci è concesso decidere dove nascere ma abbiamo la facoltà di cambiare se non ci piace dove viviamo ma, l'avvicendarsi della vita, a volte lo rende troppo complicato.
Si studia, si trova un lavoro e poi l'amore, si compera casa e poi gli amici e la famiglia... Ed ecco che decidere di lasciare tutto per una nuova destinazione diventa molto difficile. Troppi i tasselli da far combaciare ma il problema principale è spostarsi con il lavoro.
Io sono una delle poche "milanesi purosangue", nata in Milano centro, ma non ne vado fiera. Non sento nessun attaccamento per la mia terra, per le poche tradizioni che possono sopravvivere in una grande città, non mi piace neanche il dialetto.
Io non sono persona da città, da negozi, da vita mondana, da confusione e da cieli grigi. Io amo la campagna, i fiori, il silenzio, la natura, gli animali e gli spazi aperti. Mi piace anche andare a pescare sui fiumi.
Qualche anno fa sono riuscita a lasciare la città e a spostarmi di una cinquantina di chilometri. In una zona verde, bella, ma non è quello che volevo. Non è abbastanza.
L'ho scoperto lo scorso anno facendo una vacanza in Toscana, precisamente in Val d'Orcia che resta in provincia di Siena.
Una meravigliosa zona di morbide colline, di silenzi e di colori che incantano, di distanze immense, di borghi stupendi e persone affabili dove i rapporti umani sono ancora molto importanti, di buon cibo e bel clima.
In questa terra ho scoperto quante e quante tradizioni ci sono e quanto si fa per tenerle vive. Tradizioni che si perdono nella notte dei tempi; legate al cibo, all'agricoltura e all'antico vivere ma che anche i giovani d'oggi amano tenere vive.
Qui mi sono sentita a casa. Tutto mi è sembrato familiare e ho sentito dentro di me un senso di serenità e di pace.
Finalmente un senso di appartenenza ad una terra. Una terra che purtroppo non potrà essere casa mia ancora per qualche anno ma so che quel momento arriverà.
Sono una milanese di nascita ma toscana di cuore e, per quanto possibile, cerco di riportare qualcosa di quella terra nella mia attuale casa... L'attesa mi sembrerà meno dura.


Nella mia cucina sono entrati a far parte molti prodotti toscani che prima non conoscevo. Come ad esempio il cavolo nero e questa prelibata varietà di fagioli coltivati nell'area collinare e montuosa fra le provincie di Arezzo e Firenze.






Per 4/6 persone:
- 1 kg di cavolo nero (circa 3 mazzi)
- 400 gr di  fagioli zolfino (o di cannellini)
- 1 cipolla
- 1 carota
- 2 cucchiai di concentrato di pomodoro
- 100 gr di pancetta dolce o guanciale
- peperoncino
- sale
- olio e.v.o.
- fette di pane toscano "sciocco" (senza sale) in alternativa un buon pane rustico

Lasciare i fagioli zolfino in ammollo in abbondante acqua per circa 2 ore.
A questo punto cuocerli nella stessa acqua, salando leggermente, per circa 2 o 3 ore (vale sempre l'assaggio per accertarsi della cottura).
Una volta cotti i fagioli, scolarli ma tenere da parte l'acqua di cottura.
Nel frattempo togliere la costa dura centrale del cavolo nero (come indicato nel mio video a fondo pagina) dopodiché lavare accuratamente le foglie e tagliarle a pezzi.
Tagliare la carota e la cipolla. 


In una capiente casseruola di terracotta, fare soffriggere la cipolla e la carota in olio extra vergine di oliva quindi aggiungere il cavolo nero.
Lasciare appassire il cavolo dopodiché aggiungere circa 500 ml di acqua tiepida e 500 ml di acqua di cottura dei fagioli.
Salare e lasciare cuocere per circa mezz'ora con il coperchio leggermente scostato.
Tagliare a fettine sottili la pancetta o il guanciale e fare soffriggere in una padella con pochissimo olio extra vergine di oliva.


Mettere la pancetta dorata - senza l'olio - nella casseruola con il cavolo nero e aggiungere anche poco peperoncino.
Lasciare cuocere ancora 15 minuti.
A questo punto aggiungere i fagioli e il concentrato di pomodoro. Mescolare bene e lasciare cuocere ancora 15/20 minuti.
Nel frattempo, nella padella con l'olio usata per soffriggere la pancetta, fare tostare le fette di pane girandole da una parte e dall'altra.
Una volta terminata la cottura della zuppa, servire irrorando con un filo di olio extra vergine di oliva a crudo e le fette di pane tostato.



Questo mio post è stato scelto per far parte di un e-book di racconti, ricordi e ricette voluto dalle più importanti Istituzioni Toscane per promuovere e far conoscere le tradizioni della regione.
Potete scaricare l'e-book "Storie di piatti e territori" gratuitamente andando sull'immagine sottostante.

http://www.toscana-notizie.it/-/storie-di-piatti-e-territori

6 commenti:

  1. Ricetta strepitosa, ne sto preparando una simile x pranzo :-)
    Bravissima Lorena e grazie x avermela donata <3<3<3

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    Risposte
    1. Piacere mio Consu. grazie a te e alla tua terra. Un abbraccio, Lorena

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  2. Ciao Lorena, come ti comprendo!
    Io adoro la Toscana e ho spesso avute le tue stesse sensazioni su Milano purtroppo
    Adoro anche il cavolo nero, l'ho persino cucinato in una lasagna ;)
    La tua zuppa è invitante come tutti i tuoi piatti e le tue foto lo dimostrano
    Ciao, alla prossima ricetta
    Tiziana

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Tiziana, meno male qualcuno che mi capisce! L'idea della lasagna col cavolo nero dev'essere fantastica. Ti ringrazio per la tua consueta gentilezza e ti auguro una buona giornata.
      Lorena

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  3. Lorena sei una delle pochissime milanesi doc che conosco... e unica nel fatto di non amare la propria città. Io sono campana di nascita, ma le mie origini romagnole chiamano prepotentemente e quando vado lassù non vorrei mai venir via! Buonissima questa ricetta... poi con il freddo che sta facendo è l'ideale! Un bascione

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  4. E' vero Patty, oramai si possono contare sulle dita di una mano i milanesi d.o.c. e io lo sono da generazioni e generazioni e, come dici tu, unica nel non amare la mia città. Come ho scritto nel mio post, mi manca non sentire affetto per le mie origini ma, questo affetto, sono riuscita a sentirlo immediatamente per la Toscana.
    Alla fine che importa dove si è nati, l'importante è trovare un posto dove "sentirsi a casa".
    Un abbraccio e grazie per i complimenti, Lorena

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