mercoledì 5 ottobre 2016

Pane con farina di farro toscano, noci e miele di castagno

E' usanza dire quando una merce viene venduta con estrema facilità, che "va via come il pane"...
Ecco, a casa mia accade proprio questo! No no, non vendo nulla, è solo che quando preparo il pane penso (e spero) che duri almeno quattro giorni. E invece no, i tempi di durata tendono ad accorciarsi sempre di più.
Il problema (pregio) di questo pane è che si mantiene benissimo per sei giorni e io lo tengo sul piano cucina in un cesto avvolto in un canovaccio, quindi facilmente raggiungibile! 
Prima che imparassi a fare il pane in casa, quando capitava durante il giorno il momento di vuoto allo stomaco, si mangiava un biscottino oppure un Fonzie, una patatina o un frutto. Oggi no, un pezzo di pane con un goccio del mio buonissimo olio, o peggio, con un velo di Nutella o una fettina di salame.
Ma dico! Siamo impazziti? Tra due anni ci ritroviamo sovrappeso, con colesterolo alto e quant'altro.
Oramai la minaccia più comune nei confronti di mio marito quando lo sorprendo fuori orario con una fettona di pane in mano è: "guarda che non faccio più il pane in casa ma vado a comperarlo".
Eh per forza, non si può continuare così...
Ad esempio, perchè ho fotografato questo pane a metà? Perchè la foto riesce meglio ed è più d'effetto? No no, perchè è l'ultimo pezzo rimasto.
Una cara amica ci ha recapitato a casa un favoloso pecorino toscano affinato in foglie di noce e questa è stata la nostra cena... Pane tanto, formaggio, marmellatine, miele e il tutto accompagnato da un buon vinello rosso.
Questa volta però ci ha dato dentro anch'io perchè era impossibile resistere a tale meraviglia di abbinamento...

pane fatto in casa
 
Le famiglie contadine toscane, per antica tradizione, avevano l'abitudine di conservare le forme di formaggio pecorino mettendole dentro orci di terracotta (dette localmente "ziri") dopo averle unte con la fondata dell'olio d'oliva e separandole con foglie di noce che avevano la proprietà di conservarsi integre a lungo.
Con questo sistema si riusciva a ottenere un formaggio lungamente stagionato e particolarmente saporito perché poteva "respirare" attraverso la terracotta e nello stesso tempo assorbiva il profumo naturale delle foglie di noce. Questa antica tradizione, tipica di Pienza e del territorio della Val d'Orcia, permette di avere questo pecorino dal profumo e dal sapore caratteristico.
 
 
Oltre al marito che mi fa "sparire" il pane e rischio di non aver nulla da fotografare, ci si mette anche la mia Mirtilla a rendermi tutto più difficile...
 
briciole di sapori
  


Per circa 800 gr di pane (2 pagnotte):                                                         
- 500 gr di farina così suddivisa:
  • 300 gr di farina di farro
  • 200 gr di farina 1 di grano tenero
- 35 gr di lievito madre attivo in polvere (comunque leggere sempre le dosi sulla confezione)
- 380 ml di acqua tiepida (io ho utilizzato acqua naturale in bottiglia perchè è più leggera)
- 2 cucchiaini di miele di castagno
- 10 noci spezzettate (assaggiare un pezzetto di ogni noce perchè se è amara rovina il gusto al pane)
- 1 cucchiaino e mezzo di sale
- 1 cucchiaio di olio e.v.o.

Sciogliere il miele nell'acqua tiepida.
In una capiente ciotola mettere le farine setacciate e il sale.
Mescolare con un cucchiaio di legno quindi aggiungere il lievito (sale e lievito non devono mai essere incorporati insieme).
Mescolare ancora dopodichè formare nel centro un solco e versarvi l'acqua tiepida e l'olio extra vergine di oliva.
Mescolare molto bene fino ad ottenere un composto uniforme, molle ed appiccicoso.
Spolverizzare la superficie dell'impasto con della farina e con il cucchiaio, o a mano, cercare di formare una palla.
Coprire con un canovaccio di cotone inumidito e lasciare lievitare per due ore in un luogo tiepido e al riparo da correnti d'aria.
Trascorso il tempo necessario alla lievitazione, riprendere l'impasto che sarà raddoppiato di volume.
 
pane con farina di farro noci e miele di castagno
 
Aiutandosi con una spatola, farlo scivolare su un piano infarinato.
Tagliare a metà l'impasto (volendo è possibile lasciarlo intero per ottenere una grossa pagnotta), distanziare i due pezzi e cospargerli di farina quindi dare la forma desiderata lavorandoli un attimo con le mani e nel contempo incorporare in entrambi le noci spezzettate.
Trasferire le pagnotte su una placca da forno foderata con cartaforno infarinata e lasciare lievitare ancora 30 minuti.
 
pane veloce fatto in casa

Nel frattempo preriscaldare il forno a 220° statico avendo cura di mettere nella parte bassa un contenitore con circa 1 litro di acqua per creare il giusto apporto di umidità.
Infornare e cuocere 20 minuti a 220° e 10 minuti abbassando a 200° (per un totale di 30 minuti).
Qualora l'impasto sia stato lasciato intero, la cottura sarà di circa 40 minuti.
Aspettare che il pane si sia raffreddato prima di tagliarlo a fette.
Lasciato intero, in un luogo asciutto e avvolto in un canovaccio dura anche cinque giorni senza indurirsi.
Volendo è possibile tagliarlo a fette e metterlo in congelatore. 
 
Eccolo qui appena sfornato, lo sentite il profumo? 

pane appena sfornato
 
Per questo pane ho utilizzato una farina di farro che proviene dalle incontaminate e verdi colline toscane della Val d'Orcia.
Farro coltivato e poi lavorato dall'Azienda agricola La Spagliarda.
 
spagliarda
 

4 commenti:

  1. ahahah..i primi tempi che facevo il pane a casa succedeva la stessa cosa e la mia soluzione è stata di tagliarlo subito a fette e metterlo nel freezer! In questo modo dura anche 3 mesi :-P
    Golosissima pagnotta e il suggerimento di degustazione mi intriga moltissimo :-P

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    1. Ah ecco, tu mi capisci. Ma a me dispiace metterlo in freezer dato che si mantiene così bene. Però così, come dicevo, va via alla velocità della luce...
      Buonissima giornata, Lorena

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  2. Conosco il gusto del pecorino in foglie di noce toscano ed è buonissimo, accompagnato con il suo pane dev'essere davvero eccellente.
    Un saluto dalla bella Vieste da Gianna

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    1. Ma che gentile Gianna, grazie davvero. Quando vado in Toscana amo assaggiare i diversi tipi di pecorino che producono.
      Un saluto anche alla bellissima Vieste che conosco.
      Lorena

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Vi ringrazio di aver visitato Briciole di sapori e spero verrete ancora a trovarmi.