Translate

domenica 18 agosto 2013

Le cose belle finiscono troppo in fretta...

Sarà un luogo comune ma, quando si sta bene il tempo corre troppo in fretta e anche per le mie vacanze in montagna è andata così.
Oggi è l'ultimo giorno e la cosa che più mi mancherà sarà il poter gestire il tempo facendo ciò che voglio fare, senza obbligo alcuno, senza dover sempre guardare l'orologio e senza sapere cos'è una sveglia che suona...
Questa è l'ultima lunghissima, genuina e spensierata colazione sotto il patio, guardando i monti e i boschi, il cielo azzurrissimo, ascoltando il suono delle campane.
Niente caffelatte ma una buonissima "Rusumada" (a fine pagina la spiegazione) con uova deposte ieri dalle galline di mio zio e un goccio di caffè. Pane, burro (quello della fattoria sotto casa con latte appena munto) e una buonissima composta di lamponi bio Sant'Egle.
 


COS'È LA RÜSÜMADA O ROSÜMADA
La rüsümada o rosümada (la dizione dialettale varia da zona a zona) è un’antica bevanda energetica che veniva somministrata per merenda ed era diffusa in tutta la Lombardia settentrionale. La radice dialettale del nome deriva dal tuorlo (il rosso) dell’uovo: rüss d’oof o anche rüsümm.
Questa bevanda, di facile e veloce esecuzione, era considerata come un ricostituente ed anche un protettivo contro i malanni come il raffreddore. Oggi si è persa la tradizione di consumare questa bevanda.
La rüsümada (anche rosada o rosata) viene aromatizzata con del caffè o del vino, ma la base rimane sempre la stessa: uovo e zucchero.
Gli albumi vengono montati a neve e poi incorporati al composto formato da zucchero e tuorli d’uovo: quest’ultimo è l’ingrediente fondamentale e deve essere freschissimo. Alla fine si aggiunge il vino o il caffè.
In passato esisteva anche un apposito strumento, cioè un frullino meccanico chiamato “machineta de la rüsümada” perfetto per montare il tuorlo in modo da creare la deliziosa cremina che si forma in superficie.
Un tempo i bambini bevevano la rüsümada per dissetarsi o per ricaricare le energie dopo aver giocato all’aria aperta. I grandi, invece, preferivano gustare in compagnia la sua variante al caffè, altrettanto gustosa e rinfrescante.

(Testo tratto da internet).
 

5 commenti:

  1. Non conoscevo la rusumada, ma da piccolo a colazione mangiavo spesso qualcosa di simile: facevo semplicemente uno zabaione con tuorlo d'uovo e zucchero, poi ci aggiungevo la chiara montata a neve molto ferma con uno strumento che ho perso di vista e non so neanche come si chiama: era una specie di tubo di latta con uno stantuffo bucherellato che azionavi a mano fino a che la chiara si solidificava. Con questo attrezzo era impossibile sbagliare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, Andrea. Me lo ricordo anch'io. Sparito dalla scena...

      Elimina
  2. Da noi a Trieste si chiama "ovo sbattù oppure zabaion" ovvero tuorlo e zucchero sbattuti finchè diventava una seta e radoppiava di volume poi si aggiungeva a secondo a chi era destinato caffè o altri liquidi tipo spremuta di arance ad esempio oppure limone per renderla meno dolce. Veniva data ai bambini e agli studenti. Anche il vino ma caldo sopra tutto in inverno per le persone anziane. L'albume che io ricordi non veniva mai utilizzato ma di questo si faceva una frittata ovvero un uovo completo + gli almbumi rimasti.
    Hai ragione ora non si usa più i bambini non lo conoscono a meno che non hanno una nonna sugli 80 altrimenti niente. ciaooo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione Edvige, forse perché le uova freschissime non si trovano più...

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...